le nostre (brevi) biografie teatrali

[in rigoroso ordine alfabetico]

Luca Agnelli, dal 2001 utilizza il teatro dell’oppresso (TdO), metodo ideato dal brasiliano Augusto Boal, nell’organizzazione, gestione e realizzazione di percorsi formativi e spettacoli che vengono fruiti da istituzioni, cooperative sociali, associazioni culturali, in ambito scolastico e universitario e nei più svariati contesti sociali. Si è formato nell’ambito del teatro dell’oppresso (partecipando a percorsi di Augusto Boal, Julian Boal, Rui Frati ed in particolare, in Italia, di Paolo Senor e Roberto Mazzini) e del teatro sociale in generale, con tecniche di drammaturgia dell’educazione e drammaterapia, curando particolarmente gli aspetti legati all’ascolto e alla comunicazione ecologica; ha partecipato ad approfondimenti nell’ambito educazione degli adulti nel contesto carcerario, con opportunità formative anche in ambito europeo (progetti Gruntvig); ha sviluppato competenze relative all’utilizzo della figura del clown in ambito educativo con il clown canadese Ian Algie. Dal 2002 al 2013 ha fatto parte dell’associazione Livres Como O Vento. Con questa, tra le esperienze lavorative di rilievo, ha svolto attività di formazione degli adulti in progetti della Comunità Europea (Azione 5), ha svolto percorsi rivolti a detenuti effettivi in semilibertà e cittadini liberi con finalità di reinserimento sociale (in collaborazione con i servizi assistenziali della casa circondariale di Novara); ha operato in contesti di disagio sociale e periferie urbane (Milano e Torino), ha svolto insieme ad Angelo Miramonti attività di formazione a volontari del servizio civile nazionale ed internazionale (in ambito universitario).
Tiene regolarmente corsi in contesti di dispersione scolastica (scuole superiori ed istituti di avviamento lavorativo) e di educazione informale degli adulti. Conduce percorsi e campi residenziali di formazione teatrale per giovani e adulti sui temi della non-violenza, codici e rituali sociali, conflitto, potere ed educazione alle differenze, bullismo; facilita corsi di formazione sulla comunicazione e sull’ascolto per operatori sociali, scolastici ed educatori. Tra le esperienze personali non in ambito strettamente teatrale, ha esperienze come formatore nell’ambito di campi di lavoro e di preparazione al volontariato internazionale ed in contesti carcerari ed ha prestato per lungo tempo servizio di volontariato presso il SER.T., l’ex ospedale psichiatrico ed il reparto di radioterapia dell’Ospedale di Novara. È autore e curatore del libro QuartoPotere QuartaParete – esperienze ed idee di teatro giornalistico.

Ester Airoldi

Marco Bonora

Enrico Eftimiadi [l’accento è sulla “a”, n.d.s.], si è avvicinato al mondo del Teatro dell’Oppresso nel 2012, partecipando a percorsi formativi che nel tempo hanno consentito di conoscere ed esplorare tale realtà, attraverso le attività di gruppi di Milano e dintorni, partendo da Fandema ed approdando infine, nel 2013, agli SbandAttori. Ha partecipato a corsi con formatori di livello internazionale quali Hector Aristizabal, Birgit Fritz, Sanjoy Ganguly, oltre a percorsi nell’ambito della Drammaterapia (grazie in particolare a Susanna Bruno), dello Psicodramma e della Gestalt. Ha svolto il percorso sulla conduzione organizzato dalla Cooperativa Sociale Giolli (formatori Roberto Mazzini, Massimiliano Filoni), e sta attualmente seguendo il percorso di approfondimento formativo. Dal 2016 coconduce assieme ad Arianna Lovera, Giuseppe Di Maria e Fabio Fussi il laboratorio settimanale degli SbandAttori presso il quartiere Giambellino di Milano.

Andrea Franceschini

Lucilla Forin, la Pasionaria del gruppo. Mamma di 50 anni («quale miglior scuola d’improvvisazione, teatrale e non», commenta lei). Danzante e biodanzante da circa un decennio («…e anca bionica da qualche mese», commenta perfidamente il resto del gruppo). Amante delle nuove sfide, e curiosa per natura, nel 2014 riceve l’invito a partecipare al gruppo, si lancia a capofitto in un nuovo percorso e una volta trovati gli SbandAttori non li molla più.

Fabio Fussi

Santina La Macchia  si avvicina al TdO dopo una semplice chiacchierata, sufficiente a stuzzicare la curiosità e la voglia di confrontarsi con se stessa e le dinamiche relazionali con gli altri, sempre in cerca di comprendere e superare i suoi limiti. L’interesse per il TdO si è amplificato con l’ingresso nel direttivo del circolo Arci Paz (attuale luogo d’incontro degli Sbandattori): nella gestione dei gruppi che si ha modo di osservare conflitti e oppressioni, esattamente secondo la logica dell’osmosi teorizzata da Boal (l’ipotesi di lavoro per cui nelle più piccole cellule di interazione sociale, anche banali, sono racchiusi i meccanismi oppressivi e i valori dominanti che invadono, per osmosi, tutte le relazioni sociali). «La grande sfida – e anche mio grande sogno – è quella di trovare un punto d’incontro e una soluzione condivisa dei problemi che sorgono tra le persone che vivono nello stesso contesto, facendo leva sul senso di responsabilità e consapevolezza di ognuno in modo da creare le basi per un mondo più umano e vivibile. Tutto questo per me rappresenta anche una grande opportunità di crescita personale. Ecco perché sono diventata Sbandattrice!».

Arianna Lovera incontra il teatro dell’oppresso nei primi anni duemila, a Torino. Con il gruppo LiberAttori sperimenta diverse tecniche legate al TdO, approfondendo temi come la violenza domestica, la transessualità, il carcere. Successivamente, si è unita ai gruppi Livres e Sbandattori, per poi partecipare alla fondazione, nel 2016, del gruppo informale di TdO Tram del Giambellino, con il Laboratorio di quartiere Giambellino-Lorenteggio.

Anna Malavolta si avvicina al Teatro Sociale nel 2004, partecipando ad un progetto di Arcipelago Patatrac di Biella; a partire da allora sperimenta differenti tecniche teatrali, partecipando a seminari e corsi in Italia ed all’estero: dal playback theatre allo psicodramma , dal teatro dell’oppresso alla commedia dell’arte, dal teatrodanza al teatro forum. Nel 2007 incomincia a collaborare con Opificiodellarte di Biella, conducendo laboratori teatrali rivolti a bambini e giovani, dai 4 ai 17 anni nel biellese e nel torinese. Dal 2008 al 2012 prende parte a numerosi spettacoli di teatro ragazzi, partecipando a rassegne e concorsi nazionali. Nel 2010 entra a far parte della Compagnia di Teatro sociale dell’Università degli Studi di Torino, grazie alla quale ha la possibilità di approfondire la propria formazione teatrale e di partecipare ad un progetto di TdO con l’Associazione Livres Como o Vento. Nel 2011 si laurea come educatrice professionale. Conduce laboratori rivolti a persone diversamente abili o con patologie psichiatriche e a bambini delle scuole dell’infanzia e primarie. Da sempre attratta dalla conduzione e dalle dinamiche di gruppo, attualmente frequenta la Scuola di Drammaterapia presso il Centro Artiterapie di Lecco, diretta da Salvo Pitruzzella. E’ profondamente affascinata dall’idea di poter accompagnare le persone in un percorso di evoluzione personale e creativa originate dall’esperienza drammatica. SbandAttrice dal 2017.

Gianluca Moro si descrive così: «Cinquant’anni di teatro, nei ruoli più comuni, da che mi ricordi: bimbo, giovane ribelle innamorato della vita, marito, padre, falegname. Non esiste un confine tra finzione e realtà perché non esiste finzione. Disarcionato dalla vita, con maggior consapevolezza e alla ricerca di un proprio sé, inizio il percorso formativo alla scuola di Kuniaki Ida (nel 2011). Dal 2013 in poi, per gioco e per passione, faccio parte del gruppo degli SbandAttori, di cui tra stati onirici e di lucida presenza sono a buon diritto fondatore e attore dalla prim’ora!»

Rachele Moro [Rahel Moor come nome d’arte, per gli amici, n.d.s.] dal 2007 collabora con la compagnia teatrale Radice Timbrica Teatro: al centro di questa collaborazione decennale vi é la passione per tutto ciò che é arte, sperimentazione e/o ricerca. Da essa infatti, si sono sviluppate nuove forme artistiche e centri di interesse come la Performance e la Contact Improvisation. Nella sua carriera artistica non mancano esperienze cinematografiche e di reading. Nel 2015 ha fondato, insieme ad altr* attor* la compagnia teatrale Amanita Muscaria. Nel 2016 ha incontrato il teatro dell’oppresso e si è unita agli SbandAttori. Sta attualmente seguendo il percorso di approfondimento formativo organizzato dalla Cooperativa Sociale Giolli (formatori Roberto Mazzini, Massimiliano Filoni). Dal 2014 svolge progetti di teatro nelle scuole (di infanzia, primaria e secondaria) trasmettendo, adoperando e sviluppando le forme artistiche di cui ha fatto esperienza fino ad oggi.

Sandra Squarzino, sensibile all’etica della vulnerabilità e con lunga esperienza come assistente sociale con famiglie fragili e “invisibili”, si è convinta che il cambiamento sta nel RI (prefisso), ovvero nel ripetere riflessivo e reciproco, e nel man-tenerne (tenere per mano) aperto e vivo il desiderio: RI-cucire, RI-ascoltare, RI-parare, RI-maneggiare, RI-allacciare, RI-prendere… ed è nel RI-cercare che ha incontrato il TdO e gli SbandAttori alla fine del 2016.

Alessia Zanin approda con la sua barchetta a remi dagli Sbandattori dopo un lungo viaggio fatto di teatro, educazione e musica. A 7 anni dall’ultimo esame di Pedagogia del gioco e dell’animazione e dopo aver dato luce a due meravigliose ed allegre bambine, si laurea in Scienze Pedagogiche con Monica Guerra con una tesi sull’esperienza di TdO nell’incontro con gli adolescenti, dove rielabora e narra l’utilizzo pedagogico dello strumento teatrale e dei giochi-esercizi con ragazzi e ragazze del Centro di Formazione Professionale Associazione Padre Monti di Saronno – luogo dove lavora dal 2005 come tutor e formatrice. Negli anni passati, insieme a compagni di viaggio all’inseguimento di voli pindarici, ha attivato progetti indirizzati al territorio in ambito teatrale e sociale: progetto Learning Week “Teatrando con la storia, pratiche di libertà” (per studenti scuole superiori, 2010); progetto Learning Week “Arte performare” (studenti scuole superiori, 2011); Associazione Soli Sociali – Arte nella città (dal 2009 al 2012); Associazione Officina della Famiglia – incontri laboratori esperienziali e convegni sui temi della scuola che cambia promossi per famiglie, educatori/trici, insegnanti (dal 2015). Nel 2009 ha frequentato il percorso annuale per educatori “I giochi esercizi del Teatro dell’Oppresso” con Vitaliano Caimi. Nel 2016 il “12° percorso base sul Teatro dell’Oppresso come coscientizzazione” presso la Cooperativa Giolli, condotto da Massimiliano Filoni e Roberto Mazzini. Ha partecipato a laboratori di Drammateriapia con Elisa Carnelli e Salvo Pitruzzella e a stage di Clownerie con Stefano D’Argenio. Di sè dice: «Nel mio percorso di ricerca il corpo è al centro: quel corpo espressivo e quel linguaggio non verbale che aiutano ad amplificare i silenzi, ad incontrare l’altro in un ascolto profondo di sé e dell’infinità di chi si ha di fronte. L’incontro e la relazione non possono prescindere ed estraniarsi dalla dimensione del conflitto, momento vitale occasione di crescita e trasformazione. Da qui la mia curiosità per il teatro dell’oppresso, strumento prezioso che apre a possibilità inesplorate e creative. Ed eccomi a ripartire in una nave di pirati, una banda che agita i mari… sono nel posto giusto.»

E, infine, tutti coloro che dagli SbandAttori transitano occasionalmente o sono transitati, per periodi lunghi o anche solo per una fugace apparizione, e che continuano a sostenerci dall’esterno (sempre in rigoroso ordine alfabetico): Adrian Andronache, Eliana Bozzoli, Samuela Bozzoni, Ilaria Calloni, Aneta Derzynska, Marco “Menta” Canil, Valeria Gentilini, Giusi Lagona, Michele Nunziata, Francesca Palma (a cui va un grazie particolare per aver ideato il nome del gruppo), Marcelo Principato, Riccardo Santalucia.

(abbiate pazienza, questa pagina verrà riempita poco per volta)

 

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